Al via la XXIX edizione di VeliaTeatro Festival

Intanto la Grecia viaggia, viaggia sempre…

(G. Seferis)

Στό μεταξύ ἡ Ἑλλάδα ταξιδεύει ὁλοένα ταξιδεύει

 

Un viaggio nei luoghi della Magna Grecia e nelle aree interne della Campania

Dove il teatro antico incontra la ricerca scientifica, la musica e il paesaggio.

Ci sono luoghi in cui la storia, il mito, l’archeologia, la poesia e la musica continuano naturalmente, da secoli, a respirare silenziosamente. Luoghi in cui la pietra conserva la memoria della parola e il paesaggio sembra custodire ancora l’eco delle grandi narrazioni del mondo antico.

È da questa convinzione e dalla necessità, profondamente avvertita, di promuovere e valorizzare le aree interne della Campania, così come i siti museali e archeologici meno noti e meno blasonati, che nasce la nuova formula itinerante del VeliaTeatroFestival.

Un progetto che, fin dalla sua fondazione nel 1998, ha avuto il merito e il primato di riportare il teatro sull’Acropoli di Elea-Velia, luogo fondativo del pensiero europeo e occidentale, e che già da alcuni anni ha esteso questo dialogo ad altri scenari del patrimonio culturale campano.

Il Festival restituisce così la voce degli antichi a nuovi paesaggi della memoria: piccoli scrigni di storia e contesti di straordinaria suggestione e valore culturale. Musei, aree archeologiche, castelli e borghi della Campania si trasformano in un unico e diffuso palcoscenico.

Il percorso, che nella sua XXIX edizione non toccherà l’Acropoli della patria di Parmenide e Zenone, si snoderà da luglio a settembre tra:

  • l’Antiquarium di Palinuro;
  • la Fondazione Alario per Elea-Velia di Ascea;
  • il Castello Talamo Atenolfi di Castelnuovo Cilento;
  • il borgo di Ortodonico di Montecorice;
  • il borgo di Rodio di Pisciotta;
  • il Parco Archeologico di Roccagloriosa;
  • la Cavea teatrale di Venticano, in provincia di Avellino;
  • il Teatro-Tempio di Monte San Nicola a Pietravairano, in provincia di Caserta.

Luoghi differenti tra loro, ma uniti dalla medesima vocazione: custodire il patrimonio storico e paesaggistico della Campania e restituirlo al pubblico attraverso l’esperienza dello spettacolo dal vivo.

Il teatro torna così a essere ciò che è stato alle sue origini, nelle intenzioni dei suoi fondatori greci: rito civile, esperienza collettiva, spazio di riflessione e di incontro.

Un itinerario attraverso tremila anni di cultura mediterranea

Il Festival propone un itinerario che attraversa quasi tremila anni di cultura mediterranea.

Per l’inaugurazione ritorna un classico della rassegna: il Concerto dal VI libro dell’Eneide di Virgilio, ideato, interpretato e diretto da Matteo Belli, con musiche originali di Paolo Vivaldi eseguite dal vivo.

L’epos sarà presente anche attraverso i poemi omerici fondativi della letteratura occidentale: l’Iliade e l’Odissea.

La tragedia di Euripide racconterà ancora una volta l’eterno dolore delle donne di Troia e le ferite lasciate da ogni guerra.

La commedia di Aristofane e Menandro porterà invece una ventata di brio e vitalità: dalla geniale satira politica contro la guerra degli uomini, costretti ad arrendersi alla forza delle donne nella Lisistrata, al sorriso intelligente e pietoso con cui la Donna di Samo illumina le fragilità e i conflitti dell’essere umano.

Platone, attraverso l’Apologia e il Simposio, condurrà il pubblico nel cuore del pensiero occidentale, dove la ricerca della verità diventa dialogo filosofico, dubbio e scelta di libertà e responsabilità.

Oltre agli allestimenti dei classici greci, il Festival si apre alle riletture contemporanee del mito, come quelle del drammaturgo Paolo Puppa, che, attraverso la sua originale scrittura scenica, dona nuova vita ai protagonisti della tragedia e del mito, trasferendoli nell’orizzonte del presente senza tradirne l’essenza.

Spazio anche all’incontro tra parola e musica, a conferma della straordinaria vitalità della tradizione classica.

La novità della rassegna è rappresentata dalla riscrittura delle vicende di Ulisse, l’eroe dai mille volti, che Gianluigi Tosto, attore e aedo dei nostri giorni, proporrà in prima nazionale attraverso l’interpretazione del poemetto L’ultimo viaggio di Giovanni Pascoli.

Un incontro irripetibile tra opera e luogo

Ogni allestimento è pensato e realizzato come un incontro osmotico e irripetibile tra l’opera e il luogo.

Le architetture antiche, le piazze dei borghi, i siti archeologici e gli spazi museali non sono semplici cornici scenografiche, ma diventano parte integrante della rappresentazione.

Attraverso la potenza interpretativa degli artisti, il teatro ridesta la voce degli antichi e la trasforma in un’esperienza condivisa. I luoghi, a loro volta, conferiscono alle parole del passato una forza evocativa che nessun palcoscenico convenzionale potrebbe mai offrire.

Come da tradizione, le pagine dei classici dialogano con la sensibilità contemporanea e sono accompagnate da una lectio brevis, affidata a studiosi, antichisti, filosofi e storici del teatro.

Questi interventi introducono il pubblico alla fruizione dei testi, offrendo chiavi di lettura caratterizzate dal rigore scientifico, ma accessibili grazie a un approccio divulgativo.

Il progetto culturale unisce così spettacolo dal vivo, ricerca, divulgazione e valorizzazione del patrimonio, trasformando ogni rappresentazione in un’occasione di scoperta.

Una geografia culturale diffusa

Il Festival propone un viaggio attraverso il patrimonio diffuso della regione e invita il pubblico a guardare con occhi nuovi i luoghi protagonisti del racconto teatrale.

Spazi che recuperano la loro originaria vocazione di luoghi di comunità e di conoscenza, all’interno di una geografia culturale che unisce il Cilento, la sua costa e le sue aree interne, all’Alto Casertano e all’Irpinia, componendo un unico racconto.

Il progetto sceglie di valorizzare non soltanto i grandi monumenti della classicità, ma anche quei luoghi preziosi e silenziosi, ricchi di storia e di bellezza, spesso lontani dai principali itinerari turistici.

Luoghi che rappresentano l’identità più autentica dei territori e che non costituiscono soltanto una memoria del passato, ma una risorsa viva, capace di generare conoscenza, partecipazione e futuro.

In un tempo che cerca nuovi modi di abitare la cultura, il teatro torna là dove tutto ebbe inizio: all’aperto, tra la pietra, il cielo e la comunità riunita.

Il Programma di Velia Teatro 2026 in Pdf   Scarica

 

BIGLIETTI:
In vendita su postoriservato.it

o acquistabili anche la sera stessa presso il botteghino dalle ore 20,00 previo disponibilità.

 I biglietti per i residenti e per gli under 12 saranno disponibili solo al botteghino.

 

INFO:

Pro Loco di Ascea
Fondazione Alario per Elea-Velia
viale Parmenide, Marina di Ascea (SA)
Associazione Culturale Cilento Arte Ente Terzo Settore
Tel. 334.32.66.442
info@veliateatro.it
www.veliateatro.it